Questo libro pone l'emozione e l'energia in un concetto proprio all'osteopatia : il principio di auto-guarigione. Riccamente documentato, esso lega astutamente il pensiero scientifico cartesiano ed il pensiero orientale per mettere in piedi un approccio dei disturbi psico-funzionali nel quadro delimitato dell'esercizio osteopatica. Fondata sulle recenti scoperte in neruo-scienza, la disfunzione osteopatica è abbordata con un nuovo sguardo che allarga il concetto puramente meccanico al quale siamo abituati.
è un attrezzo pratico indispensabile all'applicazione di una terapia somato-emozinale ragionevole e ragionata. Il protocollo di trattamento originale apporta una sistematica nell'osservazione del paziente per sfociare su di una terapeutica chiara e facile da utilizzare. Lontano dalle tecniche-ricetta e dai trattamenti-spettacolo, l'efficacia della metodologia posa sulla qualità di una relazione veramente terapeutica, attrezzo maestro della liberazine spontanea delle "cisti emozionali".
Questo libro interesserà gli osteopati alla ricerca di uno scritto di riferimento con questo argomento, tutti i terapeuti o medici che vedono il corpo coi i suoi legami con l'emozione. In un monto medico ove l'evoluzione della tecnologia sembra prevalere sulla medicina umanista, questo libro è certamente una boccata d'aria per tutti i professionisti della salute che vivono nel quotidiano l'importanza della relazione terapeutica. Nel mondo paramedico ove l'emozionale e l'energetico aprono a volte la porta a pratiche "nuove", questo libro apporta certamente un approccio razionale che permette un inquadramento preciso del lavoro somato-emozionale. L'esposizione soddisferà anche la curiosità dei lettori che vogliono un po' meglio comprendere il loro funzionamento e disfunzionamento. Troveranno qui un attrezzo per migliorare la loro vita quotidiana.
Qualche reazione
…La prima qualità di questo libro è che struttura dei reperi fisici e si rivolge agli altri terapeuti per collaborare ad una ricerca di precisione diagnostica …
Léonard Baiwir - Ostéopathe S.B.O., G.N.R.P.O.
…Un libro è un riferimento che permette la critica e la critica è sempre positiva poichè ella permette di far evolvere il pensiero e la pratica …
Bernard Darraillans -
Ostéopathe D.O., M.R.O.F
Riassunto dell'opera
Parte 1 : concetto, fisiologia e teoria
Questa prima parte ha per scopo di demistificare le nozioni d'emozione e d'energia. L'emozione è studiata dal punto di vista comportamentalista, psicologico e l'approccio neuro-psicologico. Il fenomeno emozionale è allora integrato nel contesto di alcune disfunzioni osteopatiche. La disfunzione meccanica che si spinge fino ad un contenuto emozionale può allora esser compresa ed abbordata come una sindrome da stress post traumatico.
Rammentiamo che lavoriamo sulla perdita di mobilità, e che il movimento, molto più di un semplice concatenamento di leve e di muscoli, contiene anche un valore simbolico. Il "blocco " emozionale instaura una triade pato-meccanica consistente in : amnesia corporea, tensioni mio-fasciali ed una modificazione della qualità dei movimenti. Concludiamo che la ciste emozionale (perdita di mobilità) è proprio una lesione osteopatica, ed è quindi proprio un osteopata che può trattare queste affezioni.
La fine della prima parte tratta dell'energia. Definendo anche le medicine energetiche. Dimostrando che l'osteopatia è una medicina energetica. Ai giorni nostri, molti terapeuti parlano d'energia e di magia. "dimostreremo in questo capitolo che la salute corrisponde ad una buona energia globale. Quest'energia è palpabile. Abbiamo l'audacia di proporre una dimostrazione che parte da definizioni scientifiche dell'energia fino all'utilizzo dell'energia del paziente e del terapeuta nello studio."
Introduciamo le nozioni di medicina ayurvedica e cinese (TAO)
Parte 2 : Metodologia
L'obiettivo della 2a parte è di insegnare l'approccio al paziente all'interno di un trattamento somato-emozionale. Il trattamento non ha efficacia se non con la presa in carico di se stessi, che avviene decodificando al meglio il proprio funzionamento. Le tecniche sono senza effetti se le priviamo di un'attenzione preferenziale a tutti i mezzi d'osservazione che permettono al terapeuta la comprensione del paziente.
L'ossevazione comincia dalla richiesta di appuntamento. Decodifichiamo il modo di parlare al telefono, l'arrivo in studio, l'attesa nella sala d'aspetto e la presentazione in prima consultazione. L'anamnesi applicata mostra come sospettare una sofferenza emozionale dietro ad un lamento fisico. L'osservazione del corpo nelle sue attitudini ed i suoi moviemnti sono altri attrezzi di comprensione. Osserviamo i diversi tipi di respirazione in funzione dello stato emozionale. Facciamo la stessa cosa con l'analisi posturale. Mostriamo l'importanza della catena muscolare PAAP nella fissazione delle emozioni rifiutate. Il funzionamento organico osservabile in osteopatia è messo in rapporto con il funzionamento emozionale della persona curata. Spieghiamo la relazione organo/emozione seguendo l'approccio della salute attraverso la medicina cinese e la filosofia del Tao.
Studiamo l'approccio terapeutico della medicina ayurvedica per la quale il mentale dirige la funzione. Passiamo in rassegna i tre umori (tre costituzioni) oltre ai cinque elementi descritti da questa scienza. Essa ci da un nuovo attrezzo per l'osservazione direttamente utilizzabile. Infine, come ultimo mezzo d'osservazione vi proponiamo lo studio dei chakras.
La somma d'informazioni ottenute con questo metodo d'osservazione che proponiamo deve permettere al terapeuta di avere un'idea precisa sull'origine della sofferenza del paziente.
La metodologia del trattamento ha, in un primo tempo, per scopo di permettere al paziente di percepire un legame diretto tra il male fisico (il lamento) e l'origine emozionale di questo male. In un secondo tempo, il trattamento consisterà nel liberare questa tensione fisica attraverso un lavoro sulla distensione mentale. In questa parte dell'opera descriviamo passo a passo la metodologia. Definiamo sia la liberazione emozionale che i suoi segni. Questo metodo necessita molta disponibilità da parte del terapeuta. È indiirzzato ai professionisti della salute che hanno un rispetto profondo dell'essere umano e più particolarmente del proprio paziente. Il metodo è basato sulla qualità della relazione terapeutica e l'empatia del terapeuta.
Il Centraggio del terapeuta. L'empatia e la capacità di creare una relazine terapeutica sono le qualità richieste per ben utilizzare il nostro metodo. L'empatia è in se un metodo o il risultato di un metodo di centratura. Definiamo il centraggio e proponiamo un approccio personalizzato affinché il lettore possa utilizzare da se un attrezzo di centraggio che gli è confacente. Per ciò, diamo al lettore la possibilità di scoprire la sua costituzione. Dalla quale, può precisamente scegliere i propri esercizi di centraggio. Gli esercizi di centraggio sono anche prescitti al paziente che trova quindi un attrezzo per consolidare la liberazione ottenuta in studio.
Conclusioni
Il secolo scorso ha viscto splendere molti campi d'investigazione nella comprensione dell'Essere Umano : la sua fisiologia, la sua patologia, i suoi comportamenti e i suoi disfunzionamenti. Bisogna oggi salutare l'attitudine della ricerca medica che, lungo tutto il suo percorso, ha potuto conservare astutamente un rigore scientifico allo stesso tempo che un'apertura di spirito di frante ad altri modi di considerare la salute. La medicina non si è dunque dispensata da idee come quelle della psicanalisi, che si articolava inoltre su di una trama poco scientifica. Contemporaneamente, l'osteopatia faceva timidamente i suoi primi passi in Europa.
La medicina del ventesimo secolo che ha sviluppato una tecnica di alto livello, ha finquì lasciato il campo libero per l'impianto della terapia nella quale il contatto umano è il mediatore dei processi di guarigione. Queste spinte umaniste colmano ancor oggi il vuoto creato da una medicina divenuta a volte esclusivamente tecnica e cartesiana. Innanzitutto considerata come marginale, i pazienti in terapia funzionale professano oggi di integrare con la medicina allopatica. La "psi" cura i mali con le parole, l'osteopatia, maestra nell'arte del contatto manuale, cura il corpo con le mani.
Attualmente, tutta la scienza è pronta ad accettare la pertinenza della pratica dell'osteopatia grazie all'effetto di queste mani, che, ben più che un attrezzo esclusivamente tecnico, sono anche e innanzitutto un mezzo di comunicazione. Il contatto manuale terapeutico è visto come un agente suscettibile di mobilizzare l'affetto e tutto ciò che ne dipende. Pertanto, la mano manipola anche, e l'osteopata mette in viso la sua visone dell'Uomo, articolata, alle interconnessioni multiple, per giustificare il ben fatto ed il ben fondato del suo intervento attraverso le leggi della biomeccanica.
Tra queste due posizioni che accordano alla mano terapeutica, sia un valore relazionale, sia un effetto meccanico, sussiste una frontiera dietro la quale spesso ogn'uno resta appostato. La comunicazione tra i due campi può pertanto esser facilmente stabilita senza concessioni. Essa passa per la giusta comprensione di ciò che si intende per "patologie funzionali". Quando si abborda il dominio funzionale, si comprende rapidamente che i protagonisti di ogn'uno dei due campi sembrano non attribuire lo stesso significato : l'osteopata traduce "funzionale" in perdita di mobilità, e il medico vi colloca un significato psico-somatico.
Benchè diano l'impressione di evocare due concetti differenti, ogn'uno vede una faccia della stessa realtà. Se accettiamo il concetto osteopatico secondo il quale la funzione dipende dalla mobilità, non possiamo isolare la nozione di moviemnto dalle grandi funzioni della coscienza nelle quali l'intenzione, la motivazione, lo stato di coscienza e lo stato emozionale sono la messa in scena di un comportamento. Ciò equivale a dire che una patologia funzionale comprende due parti : una palpabile, che è una modificazione della qualità del movimento e, un'altra, che è legata al comportamento che l'ha fatta nascere (o da cui dipende).
La terapia funzionale in una pratica osteopatica è una terapia che si indirizza alla mobilità (motilità compresa), che utilizza una mano che è tecnica e relazionale. Se nel campo delle malatttie psico-somatiche le scienze mediche sono passate oggi dalla diagnosi alla terapia, l'osteopatia non avrà alcuna difficoltà concettuale ad educare la sua mano nell'ambito relazionale grazie al suo approccio ai problemi funzionale meccanici che comprendono a volte degli strati emozionali. Il nostro approccio si indirizza specificatamente a questo tipo di disfunzione osteopatica.
Molti terapeuti investigano oggi la sfera emozionale e la moda tende alla liberazione emozionale. La pratica della terapia somato-emozionale in osteopatia non trova spazio se non inscritta in una relazione di non-potere, di rispetto di se, dell'altro e dei processi d'auto-guarigione che governano la vita ed il suo mantenimento. L'umiltà, che ha sempre animato lo spirito osteopatica deve restare la nostra vera forza.
………ultime righe…
è un fatto sorprendente che si ritrovino abbastanza regolarmente nei professionisti della salute, medici, psicologi, psichiatri, osteopati, kinesiterapeuti o terapeuti in generale, manifestazioni dubbie, a volte delle sincere riserve, fino all'allergia, quando si parla di lavoro somato-emozionale. Il somato-émotionnel mette in chiaro una costante che potremmo descrivere con questa frase, sfumata da un certo paradosso : l'emozione fa paura ! insomma nulla d'eccezionale : chi non ha mai percepito un certo malessere vedendo qualcuno che si arrabbia, o piange a singhiozzo ?
L'attitudine avversiva di fronte al lavoro emozionale viene spesso del fatto che la tecnica non è conoscuta, ma anche è il risultato logico della storia della scienza cartesiana. L'emozione, può porsi in esser perchè perchè essa è intimamente legata alla nozione d'impulsività, a lungo termine è stata considerata come facente parte del comportamento primario che era meglio evitare, o almeno controllare. L'ambiente accademico essi stessi si sono a volte lasciati abusare grazie all'uso del linguaggio. Come l'ha sviluppato A. Damasio, se il rinencefalo (o cervello rettiliano) ed il sistema limbico sono stati qualificati primari, la loro funzione non può pertanto essere assunta, ne rimpiazzata da attività della nostra sola corteccia.
Se vi è una differenza comportamentale essenziale tra l'uomo e tutto ciò che lo circonda, è a livello emozionale che possiamo trovarla. Come immaginare una giornata senza musica, senza pittura, senza scultura, senza gusto, senza la sensazione di bello, senza ridere, senza piangere, senza collera … tutto può esser soggetto ad emozioni, anche attraverso delle attività, frutto dell'intelligenza razionale dell'uomo come la conquista dello spazio … Nientr'altro che l'Uomo può accedere sulla terra a ciò che può suscitare in lui la concezione, la realizzazione e l'invio di una navetta spaziale. Queste realizzazione non sono animate semplicemente dalla voglia di soddisfare profondamente dei sentimenti di sicurezza, libertà, di sensazione di esistere, di potere, o di piacere ? tutte queste realizzazioni extra-ordinarie non sono esse qua semplicemente per nutrire delle sensazioni emozionali ? … se si, allora…
…l'emozione è l'energia vitale dell'Uomo, e negarlo è già negare l'Uomo.
Come procurarsi il libro
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1072 Chaussée de Ninove 1080 Bruxelles
Internet :
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Letteratura
Frawley D., Yoga et Ayurveda, Ed. Turiya, 2002.
Frawley D., La santé par l'ayurvéda, Ed. Turiya, 2002.
Janssen Thierry, La solution intérieure, Fayard, 2006.
Rossi E.L., Psychobiologie de la guérison, Ed Le souffle d'or, 2002.
Rossi L., Du symptôme à la lumière, Satas, 2001.Editions Satas
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